Artrite o Artrosi? Facciamo chiarezza!
- Dott.ssa Michela Quatrini
- 26 ago 2020
- Tempo di lettura: 2 min
L’ ARTRITE e l’ARTROSI, sono due distinte patologie reumatiche a carico del muscolo scheletrico che, spesso, vengono confuse o considerate come una stessa malattia, chiamata in modo differente.
Vediamo allora di conoscerle e di capirne le differenze.
L’ ARTRITE è nella sua accezione più generica, una patologia reumatica derivante da un DOLORE DI TIPO INFIAMMATORIO CRONICO:
· È presente al risveglio, creando “impaccio” al paziente che ha difficoltà a svolgere le normali attività di vita quotidiana, soprattutto nelle prime ore del giorno (rigidità mattutina)
· Può anche essere presente di notte, costituendo ostacolo ad un sonno ristoratore
· Migliora con il movimento, ma peggiora con il riposo.
Un esempio di questa categoria è l’ARTRITE REUMATOIDE.
L’artrite è una patologia infiammatoria cronica e il più delle volte sistemica, il che significa che, potenzialmente, può colpire tutti gli organi, apparati e sistemi.
Come nel caso dell’artrite reumatoide, può trattarsi di una patologia autoimmune, per cui il paziente ha gli auto-anticorpi diretti contro molecole self.
Questa categoria di patologie, si manifesta clinicamente con i segni tipici dell’infiammazione: dolore, calore, rossore, gonfiore (tumefazione) e functio lesa (impotenza funzionale).

L’ARTROSI, è invece una patologia reumatica, derivante da un DOLORE DI ORIGINE MECCANICA, a CARATTERE DEGENERATIVO:
· Al mattino il dolore è lieve, mentre tende ad aumentare gradualmente nel corso della giornata, fino a sera
· Peggiora con il movimento e migliora invece con il riposo
· È un dolore che non sveglia il paziente durante la notte e, al mattino, causa una minima rigidità che tende a risolversi in pochi minuti. Un esempio di questa categoria è, invece, l’OSTEOARTROSI.
L’artrosi, brevemente, è una patologia cronico - degenerativa, che causa deterioramento della cartilagine articolare, con infiammazione di tendini e legamenti dell’articolazione.
Il processo degenerativo, interessa anche l’osso subcondrale, le capsule, le membrana sinoviale e i muscoli periarticolari.
È il risultato di eventi meccanici (noxae meccaniche – continue sollecitazioni) e biologici (come il naturale invecchiamento), che destabilizzano l’equilibrio tra sintesi e degradazione dei condrociti (le cellule della cartilagine), matrice extra-cellulare ed osso subcondrale.
A cura di
dott.ssa Michela Quatrini



Commenti